L'Italia produce mieli diversi quanto le sue piante, le sue regioni e le sue stagioni.

Chi ha un barattolo in mano può risalire alla pianta che l'ha prodotto, alla regione di raccolta e alla stagione in cui è stato raccolto.

Di cosa si occupa questa pagina

Perché esiste questa pagina

Chi ha in mano un vasetto di miele comprato al supermercato, ricevuto in regalo o scelto su una bancarella al mercato, spesso si trova davanti a un'etichetta che dice poco: un nome di varietà, una regione, magari una sigla come DOP o IGP. Questa pagina raccoglie in un unico posto le informazioni che servono per capire cosa si sta guardando: la pianta da cui proviene il miele, la zona di produzione, come dovrebbe apparire e che sapore dovrebbe avere.

Come sono costruite le schede

Ogni varietà viene descritta a partire da elementi verificabili sul barattolo stesso: la pianta bottinata, il colore, la consistenza, il periodo di raccolta. Le indicazioni botaniche e stagionali seguono quanto riportato nella letteratura apistica e nei disciplinari dei consorzi di tutela, che fissano per ciascuna denominazione protetta la zona, il periodo e le caratteristiche organolettiche ammesse. Dove una varietà ha una denominazione registrata, il nome compare per esteso, così come appare sull'etichetta che il lettore ha davanti.

Una pagina da consultare, non da acquistare

Le schede descrivono le varietà di miele e rimandano, al loro interno, ad altre sezioni della stessa pagina. Non ci sono link a produttori o rivenditori, né elenchi di prodotti da scegliere: lo scopo è permettere a chi legge di confrontare quello che ha in mano con una descrizione precisa, non di orientarlo verso un acquisto.

Scopo

Aiutare chi ha un vasetto di miele a riconoscerne la varietà, la pianta d'origine e la regione di produzione.

Metodo

Le schede seguono le indicazioni diffuse nella letteratura apistica e nei disciplinari dei consorzi di tutela.

Nessuna vendita

La pagina descrive le varietà senza rimandare a produttori, rivenditori o elenchi di prodotti.